La classificazione delle sorgenti e delle acque termali e minerali in base al residuo fisso ed alla composizione salina. Malattie e patologie curate nelle varie sorgenti termali in cui si utilizzano le acque curative.
Le Terme Luigiane si trovano ad Acquappesa a solo un chilometro e mezzo dal mare.
Gli ospiti potranno godere dell'atmosfera rilassante per ritrovare il benessere psicofisico.
Le acque termali delle Terme Luigiane sono classificate al livello qualitativo 1° Super: ipertermali (la temperatura naturale è di 47 gradi centigradi) esse sono sulfureo-bromo-iodiche, con il più alto grado sofidrometrico d’Italia (173 mg/I). Sgorgano da tre sorgenti calde (la Caronte, la Minosse e la Galleria Calda) che si trovano alla base della dolomitica “Rupe del Diavolo”, detta anche “Dito del Diavolo” e da due sorgenti “fredde” (dai 15 ai 20 gradi centigradi), la Galleria Fredda e la Ferrata. Le acque sulfureo-bromo-iodiche delle Terme Luigiane possono avere effetti altamente benefici anche per le forme infiammatorie che colpiscono particolarmente i bambini, come le otiti, le adenoiditi, le tonsilliti, le riniti e le faringiti. La balneoterapia, inoltre, giova alla dermatite atopica, anch’essa una ricorrente malattia infantile così come le forme di dismorfismo possono essere corrette precocemente con i trattamenti di chinesiterapia.
Le Terme del Consorzio Termale Antonimina-Locri erano conosciute fin dall'antichita' ma la creazione della moderna struttura termale risale al 1870. L'acqua sgorga a 35° ed è consigliata per una varia tipologia di malattie costituzionali, per la cura della sterilita' femminile, per malattie dell'apparato respiratorio e circolatorio. Lo stabilimento propone anche cure estetiche, come idromassaggi e massaggi. Le acque, conosciute come "Acque sante locresi", sono classificate come acque termominerali, isotoniche e leggermente sulfuree, salso-solfato-alcaline con tracce di iodio, isotoniche e lievemente ipotoniche, ideali per bagni, fanghi, aerosolterapia, nebulizzazioni, irrigazioni, insufflazioni e docce, cure estetiche, massaggi e idromassaggi.
Inoltre sono previsti trattamenti mediante crenoterapia: si tratta di una terapia con mezzi termali che si definisce "crenoterapia", dal greco "crené" (sorgente).
Le acque cassanesi, secondo le classificazioni di Marotta, del Messini e del Sica, possono essere considerati "Ipotermali, Sulfuree, Mediominerali. Il dato veramente importante, che differenzia e distingue tali acque dalle altre, è emerso dalle indagini batteriologiche che hanno portato a notare la presenza di idrogeno solforato di origine biologica che deriva biochimicamente da riduzioni di composti ossidati dello zolfo e, come ha osservato il Florenzano in uno dei suoi studi, "da decomposizione di materia organica solforata ad opera di distinte attività batteriche". La temperatura è costantemente a 25 gradi centigradi.
La storia delle terme di Sant'Elia è legata ai vari ordini monastici che, dall'VIII al XVIII secolo, si occupavano della cura degli infermi utilizzando l'acqua sorgiva di cui conoscevano ed apprezzavano le proprietà terapeutiche. Il primo stabilimento termale fu avviato alla fine del 1800. Le acque (37°C) sono sulfureo-salso-iodiche indicate per la cura di patologie artroreumatiche, otorinolaringoiatriche, infiammatorie, respiratorie, dermatologiche e ginecologiche. I trattamenti consistono in bagni,fanghi, inalazioni, insufflazioni ed irrigazioni. Il complesso termale è attrezzando con un centro di estetica e di riabilitazione funzionale.
Al centro della Calabria, alle pendici del gruppo montano del Reventino, con lo sguardo rivolto al Golfo di Sant’Eufemia, da oltre duemila anni sgorgano acque salutari che hanno, con l'efficacia delle loro proprietà terapeutiche, curato Bruzi, Greci, Romani, e Normanni.
Le acque delle Terme Caronte vengono alla luce riccamente mineralizzate dal lungo e profondo percorso sotterraneo in terreni calcari e cristallini. La temperatura di circa 39° C. è dovuta all'alto gradiente geotermico della zona, alla grande profondità e alla velocità di risalita; trovano l'uscita in una diramazione secondaria della così detta grande faglia di Catanzaro, che và da Capo Suvero a Capo Stalettì. Le sorgenti in numero di due sono tra le più importanti della Nazione, per la provata bontà terapeutica. Acqua termominerale, sulfurea-solfato-alcalino-terrosa-iodica-arsenicale", riconoscibile per il colore giallo-verdognolo e per l'odore di idrogeno solforato che emana. E' l'elemento principale di tutte le metodiche di cura utilizzate nel Centro Termale e per la macerazione del fango.
Fonte delle Grazie e la Fonte Turio. Entrambe sgorgano ad una temperatura di 21°C. Viene praticata la massoterapia e balneoterapia. Si curano malattie delle vie respiratorie, dell'apparato urinario, del fegato e dell'apparato ostearticolare.