La classificazione delle sorgenti e delle acque termali e minerali in base al residuo fisso ed alla composizione salina. Malattie e patologie curate nelle varie sorgenti termali in cui si utilizzano le acque curative.
Terme di Santa Cesarea si trovano a Lecce a pochi metri dal mare, le acque delle terme sono sulfureo-salso-bromo-iodica e sono utilizzate per curare diverse patologie.
Le acque termali impiegate provengono direttamente dalle saline. L'alta concentrazione salina, il contenuto di bromo e di iodio rendono le "acque madri" particolarmente efficaci nella prevenzione e nella cura di diverse patologie ginecologiche, dermatologiche, dell'orecchio, delle vie respiratorie, dell'apparato osteoarticolare.
Esenti da flora patogena, tanto da essere definite "batteriologicamente pure", sono ricche di una tipica microfauna e microflora che conferiscono all'acqua il caratteristico colore rossastro.
Secondo la classificazione delle acque minerali italiane di Marfori e Messini, trattasi di acque cloruro-sodiche-forti.
La tradizione locale riconosceva qualità terapeutiche alle sorgenti di questa località ma solo agli inizi del '900 ne fu accertata la validità e si provvide alla costruzione degli impianti termali che sono stati recentemente rimodernati. Le acque, sulfureo-salso-bromo-iodiche e ricche di litio, scaturiscono, alla temperatura di 30°C, all'interno di quattro grotte costiere intercomunicanti. Si effettuano inalazioni, irrigazioni ed insufflazioni per curare patologie respiratorie, artroreumatiche, cutanee, otorinolaringoiatriche e ginecologiche.
Da oltre un secolo le sorgenti termali di Torre Canne sono conosciute per le loro virtù terapeutiche. Un parco di conifere e tamerici racchiude 11 polle provenienti da corsi d'acqua sotterranei, alimentati da bacini imbriferi, costituiti in seguito a fratture del suolo per fenomeni tellurici verificatisi nel periodo mesozoico. Due di queste, la polla n.11 "Torricella" e la n.3 "Antesana", hanno acque minerali cloruro-solfato-sodiche, lievemente bromurate e radioattive.
Castellaneta è situata nel cuore dell'area che costituisce il Parco Regionale delle Gravine ed occupa la posizione mediana nella parte occidentale della provincia di Taranto che costituisce il cosiddetto arco Jonico. Il suo territorio (fra i primi 100 comuni italiani per estensione, per la precisione settantanovesimo) va dalla Murgia tarantina fino al Mar Ionio, e presenta una grande varietà di paesaggi e diverse presenze naturalistiche storiche e archeologiche. Castellaneta è solcata da una serie di "gravine" e di "lame" (naturale prosieguo delle gravine con pareti meno ripide) di origine carsica, che si dirigono verso il mare facendo confluire nel fiume Lato le acque che raccolgono durante le piogge.